L'Associazione Il Labirinto per lo sviluppo di un bene pubblico

Archivio per ottobre, 2012

Terra Nostra

Un tratto di costa Toscana, fermata in uno scatto di un tardo pomeriggio di ottobre sospesa fra il mare e la lunga spiaggia ombreggiata da una pineta attrezzata con tavolini e cestini per i rifiuti. Un parcheggio a pagamento e una buona educazione. E’ tutto quello che viene chiesto al visitatore in cambio di un mare pulito e di un tratto di costa dall’aspetto ancora selvaggio. E’ un parco questo molto frequentato durante l’estate e fino all’autunno, con la possibilità di scelta fra spiaggia libera abbondante e qualche bagno non troppo invadente. Sembra ai miei occhi il compromesso migliore per conciliare la fruizione turistica del territorio e il suo rispetto. La bilancia in equilibrio fra la voglia di viversi la spiaggia, la pineta e il mare e la consapevolezza che non si può solo prendere alla natura e bisogna anche imparare a dare perché si possa riuscire a conservarla e preservarne la bellezza. La bellezza è importante perché ci aiuta a ricordare come dovrebbe essere il nostro rapporto con il territorio che ci ospita e nello stesso tempo ci aiuta a vivere meglio, traendo il piacere dalla vista, dalla qualità, dalla pulizia, dall’espressione di un paesaggio che è il risultato di un connubio antico fra la mano dell’uomo e gli agenti della natura. Crescere nella bellezza del paesaggio e del territorio ha un valore alto, costituisce la struttura portante di uno stile di vita, di un modo di essere, di una architettura capace di proteggerci dalla bruttezza che l’uomo ha però saputo diffondere moltissimo. Quando si perde la bellezza, si abbandona la relazione con il territorio, si svilisce un legame e se mina il suo valore. Basta infatti fare qualche chilometro da qui per immergersi nella prima cittadina di costa in cui la speculazione edilizia, somma delle esigenze di tante persone(chi costruisce, chi vende, chi vuole la seconda casa al mare, chi si arricchisce a scapito del territorio, chi apre le discariche, chi vende i servizi, etc) ha mangiato bellezza e coperto colline di cemento spregiudicato, violento, brutale senza alcun sentimento se non il proprio egoismo e la bramosia dei soldi a tutti i costi. IL salto fra il Parco e la città è forte ma non può essere scontato. Il futuro per quanto critico si possa far annusare senza rivelarsi, dipende anche da noi e dalla voglia che abbiamo di preservare il nido in cui viviamo. Tocca a noi tutti prendersi la responsabilità di scrivere pagine belle della nostra terra, ribellarsi ai soprusi, alle logiche del profitto e delle multinazionali che fanno i propri interessi e non quelli collettivi. L’impegno più di prima deve essere quello di comprendere il valore della bellezza, del piacere di crescerci dentro insieme ai propri figli senza dover fare centinaia di chilometri per ritagliarsi un tratto bello di territorio. L’orgoglio di fare il proprio lavoro costruendo, gestendo, preservando la bellezza sta proprio nell’incontrare un tratto di Terra Nostra così incantevole e incontaminato che sta in una parola gradita e ricca, Parco.

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