L'Associazione Il Labirinto per lo sviluppo di un bene pubblico

Archivio per ottobre, 2011

Un ultimo tramonto

Sabato 29 Ottobre, dalle 17 fino a buio concedetevi un ultimo tramonto della stagione legale, l’ultima bella giornata d’autunno lunga, prima del passaggio all’ora solare e all’orario invernale del Parco. Saremo lieti di ospitarVi fino alle 18.30 circa, quando il sole sarà già tramontato. In questi giorni tersi si gode di un bellissimo panorama. Vi aspettiamo per un te se volete, da prendersi prima di salire nella parte alta.Non importa la prenotazione. Basta esserci all’entrata verso le 17.00 di sabato. A presto

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La macchina del fango

In queste settimane sono usciti due interviste alla consigliera di opposizione Loretta Mugnaini di Rifondazione comunista, una sulla Nazione e l’altra su IN Scandicci, relative al Parco di Poggio Valicaia e alla sua gestione. Siamo rimasti basiti difronte alla sequela di accuse che ci vengono rivolte, alcune delle quali assumono i caratteri della calunnia. Il 5 Ottobre, dopo l’articolo sulla Nazione ho scritto alla Signora Mugnaini la seguente mail:

mi sembrava interessante provare a gettare un “ponte” fra quello che noi facciamo qui tutti i giorni, i nostri obiettivi in merito alla gestione di un bene pubblico e quanto invece percepito o interpretato da coloro che magari non conoscono bene il funzionamento di questa realtà. Quindi la invitiamo a fare un sopralluogo dove sarà nostra premura illustrarle le attività, la situazione del Parco, l’esperienza accumulata in questi 13 anni di gestione per darle anche il nostro punto di vista e poter così avere un quadro più concreto della situazione…”

La Signora Mugnaini non ci ha ancora risposto e quindi provo a dare una informazione più corretta alle sue accuse utilizzando il nostro blog e riservandomi, in qualità di presidente dell’Associazione Il Labirinto, altre occasioni per far valere anche le nostre posizioni.

Partiamo dal progetto, rusticamente definito, scuola in fattoria e che dovrebbe trasformare se non l’ha già fatto il Parco in una fattoria privata a solo vantaggio nostro! Falso. La Regione ha finanziato nel 2010 tre bandi pubblici, il primo chiamato “progetto regionale Filiera corta, il secondo “progetti di educazione alimentare”, il terzo “orti scolastici”. Il Comune ha deciso di partecipare e coinvolgendoci  buttar giù insieme delle idee concrete e vincenti. Lo abbiamo fatto gratuitamente, forti della nostra esperienza e competenza, con entusiasmo e passione, e siamo riusciti a far finanziare tutti e tre i progetti presentati. Uno di 25.000 euro lordi sugli orti didattici che abbiamo realizzato nelle scuole elementari XXV Aprile e Pertini, e nelle materne Molin Nuovo e Calvino. Questo significa che queste scuole ad oggi hanno uno spazio all’aperto dove coltivare ortaggi, raccogliere frutta, fare didattica e nel caso della XXV Aprile anche un pollaio con galline vere. Tali progetti sono stati adesso consegnati alle scuole.

Gli altri due progetti finanziati per complessivi 170.000 euro comprensivi di IVA verrano utilizzati per trasformare la parte bassa del parco. Lì sarà realizzata una stanza di trasformazione per olio, miele, frutta e ortaggi aperta ai privati e ai cittadini che vogliono trasformare la frutta in marmellata ad esempio, o lavorare e invasettare il miele eliminando gli sprechi e valorizzando il territorio. Ma per realizzare questo finalmente sarà potabilizzata l’acqua del Parco raggiungendo così un traguardo ambito e lontanissimo fino ad oggi, per tutti coloro che frequentano questo luogo. L’acqua del Parco non è mai stata potabile dal 1998 ad oggi, compresa quella dell’abitazione adibita ad alloggio dei gestori.

Inoltre saranno sostituite le baracche con capanne di legno secondo le normative vigenti. Verrà realizzato un pollaio e infine restaurata la struttura che ospiterà l’ufficio del parco in attesa di sistemarlo anche al suo interno in modo appropriato. Diventerà un punto di informazione nonché di promozione dei prodotti del territorio e luogo adibito a incontro per scuole e gruppi, promozione di attività, trekking e quanto altro affine ad un parco. Tutto questo, che non ci sembra poco ma che con i soldi stanziati ci pare molto, resterà un bene pubblico, ovvero non sarà proprietà dell’Associazione. Ci mancherebbe. Quindi alla fine dei lavori il Comune si troverà un valore aggiunto molto più alto di come lo aveva affidato in partenza alla nostra Associazione. Soprattutto questi soldi non sono stati tolti al bilancio comunale bensì intercettati su bandi regionali e fondi europei, quindi sono investimenti in più rispetto alla normale gestione e andranno spesi in adeguamenti normativi delle strutture, macchinari, opere permanenti, potabilizzazione dell’acqua. I cittadini, gli studenti, chiunque troverà qui una miglior offerta di sempre, senza costi aggiuntivi visto che non c’è un biglietto per entrare e non ci sarà in seguito a questi lavori.

Quando siamo arrivati qui, 13 anni fa il guardiano stava andando in pensione tanto che i lavori di potatura e sfalcio venivano svolti da altri e come tali pagati. C’è tutto quello che c’era allora, bagni, bracieri, sentieri, oliveta; niente è cambiato da questo punto di vista. Però nel 1998 questo non era un parco, bensì un’area pubblica dove l’anarchia era la regola, nel senso che non c’erano regole e ognuno faceva un po’ quello che voleva. Noi abbiamo cercato di costruire un parco con delle regole che portino le persone che vengono qua a tirar fuori il meglio di se consapevoli che il bene di cui usufruiscono è un bene pubblico e non privato, che è un’area protetta dall’egoismo di chi vorrebbe portarsi a casa quanto e più è possibile. Sono solo 42 ettari recintati. Si può fare molto in questo parco, non si può fare tutto. L’affluenza del Parco è fra le 20.000-25.000 visite l’anno, e credo che siano cifre che giustificano e richiedono regole di comportamento. Faccio solo un esempio; quando siamo arrivato qua era abitudine salire con la macchina fino in cima per portare le cose da mangiare. Oggi questo non è più possibile (salvo handicap) anche per tutelare i visitatori, i bambini, tutti coloro che cercano pace e relax.

Ci sono stati due bandi pubblici (2001 e 2010) per l’ assegnazione della gestione del Parco a cui noi abbiamo partecipato e vinto. Il Comune ha definito i termini di gara, sancito ad esempio che l’olio restava ai gestori e indicato da capitolato di gara i nostri compiti.E’ tutto pubblico e accessibile. Ci tengo a precisare soltanto che dal badget previsto sono tolti 590 euro al mese (7080 euro annue complessive) per l’affitto della casa del custode e quindi è falso ciò che è stato detto, che noi non paghiamo niente per stare al parco.

Dire che noi raccogliamo funghi e prodotti del sottobosco per poi venderli nei mercatini è una calunnia a cui risponderemo nelle sedi e con gli strumenti opportuni. Il regolamento che definisce le norme di comportamento qui è stato pensato per proteggere il bene pubblico e non per speculare su questo. Mentre è vero che produciamo miele e olio mantenendo l’oliveta senza ambizioni produttive oltre quelle che sono nei limiti della natura. Le api pensiamo siano un valore aggiunto perché impollinano e indicano la qualità dell’ambiente oltre a produrre questo meraviglioso alimento che è il miele. Chi conosce le api sa anche che negli ultimi anni i numerosi principi attivi dei diserbanti hanno decimato questi insetti e quindi di conseguenza anche i raccolti. Fare miele non è certo stato un business negli ultimi anni e anzi ha richiesto molta passione e pazienza.

Per la gestione del Parco l’Associazione percepisce circa 60.000 euro lorde, quindi circa 50.000 che entrano nelle nostre casse; vanno tolte le tasse e quanto necessario dovendosi accollare mezzi e macchine per lavorare, carburanti, nonché la normale gestione quale manutenzione dell’oliveta, sentieri, area pic nic, opere e infine sorveglianza. Da almeno due anni siamo sempre almeno due persone durante i festivi, spesso anche gli altri giorni e qualche collaboratore qualificato; offriamo gratuitamente un servizio di intrattenimento per i bambini durante le giornate di maggior affluenza, facciamo un front office che ha portato a togliere i cestini responsabilizzando tutti i visitatori sui propri rifiuti che vengono raccolti in modo differenziato e riportati giù da coloro che li producono. Un punto di forza per un parco che si può tradurre in comportamenti corretti anche in altre sedi oltre questa. Crediamo anche che questo luogo sia apprezzato anche per la sua pulizia.

Il bando ultimo ci ha chiesto di potenziare anche le attività con un piano di sviluppo. La primavera e l’estate appena trascorse ci hanno visto impegnati ad arricchire l’offerta per i cittadini con molte serate in notturna e non solo. Abbiamo creato un blog come questo per migliorare la comunicazione gratuitamente e con passione. Abbiamo dato forma e sostanza al progetto Parco letterario con la biblioteca all’aperto e il percorso sui libri. E’ cambiato l’orario che da Marzo a Ottobre prevede solo il lunedì come giorno di chiusura mentre siamo aperti sempre nei festivi senza alcun straordinario. Non credo che un solo dipendente del Comune potrebbe sostenere tutto questo, ma è solo la mia opinione.

In qualità di presidente dell’associazione e responsabile della gestione del Parco ci tengo a dire che ho un diploma come perito agrario, una laurea con il massimo dei voti in Scienze forestali, la tesi fatta alla Racchetta di Scandicci; sono fra i fondatori dell’associazione Eticamente e del suo gruppo di acquisto e quindi non credo di non sapere il significato di bene pubblico, anzi crediamo, come associazione, di averlo fortemente rilanciato in questi anni con il nostro lavoro qui al Parco e ci fidiamo del confronto con molte persone piuttosto che del giudizio di una sola.

Infine per concludere, spiace vedere come l’informazione sia ormai in balia delle onde, senza alcun controllo su ciò che viene scritto o trascritto, senza verifiche schiava del bisogno di fare notizia e provocare, ma non informare correttamente. Non lo trovo utile a nessuno. La miglior risposta è continuare a fare bene il proprio lavoro. 

iuri