L'Associazione Il Labirinto per lo sviluppo di un bene pubblico

Archivio per settembre, 2008

Festa di fine estate

Il cielo resta malinconico, percorso da nuvole scure che non sanno
aggregarsi a fare pioggia, come un cane che abbaia e non morde. Una
lieve brezza rompe le isole tiepide che qualche raggio di sole si
diverte ancora a creare, in questa giornata di fine estate. Primo
pomeriggio, la banda comincia a raccogliersi in cerchi sempre più
stretti, vince i momenti di relax che precedono la concentrazione e si
lascia attrarre verso il centro del prato, lentamente, piano piano. Un
centinaio di persone sono intorno alle divise eleganti e perfette dei
suonatori. Il campo acustico è occupato dalle prove del gruppo che
seguirà, i Bizantina, custodi della tradizione popolare del sud e
dell’Italia. Poi un ampio silenzio lascia lo spazio alla banda che vince
l’inerzia e conquista  il suo movimento, le proprie marce  compagne di
molti ricordi. Che la festa abbia inizio. Si parte verso l’opera del
Moradei in scenari inconsueti, avvolti di verde e di forme lanciate
verso l’alto. Arriva un altro copioso gruppo di persone che si distende
lungo la strada per lasciar passare i suonatori con un effetto da giro
d’Italia. Un’altra sosta davanti alla scultura delle due sagome sedute
sul travertino,  prima di risalire, questa volta dentro l’oliveta,
mescolandosi fra le piante sacre e generose, fin dai tempi dei greci. La
musica da una nota di acquerello a questo campo inerbito e aiuterà le
olive a maturare con più slancio ed entusiasmo. La banda esce dai filari e si congiunge alle persone che sostano davanti alla Domus Valicaia. E’ una bella immagine di movimento, la musica che scorre nel parco e muove persone, idee, passi. Qualche altro pezzo lanciato dal fiato recuperato dopo la salita e poi l’obiettivo si sposta sul muro di pietra della Domus ai piedi del quale i Bizantina sono pronti a partire. Accanto il tavolo fiorito e profumato che presenta i corsi del parco con generose offerte di erbe aromatiche e informazioni. Da quassù inquadro tutto questo nel mio obiettivo e vuoi la felicità, i vestiti tradizionali dei suonatori, i colori caldi della luce ma l’effetto è straordinario, ricorda davvero scene di 50 anni fa, da dimensione di festa popolare, di
modi di vivere la campagna, di vincere la fatica con l’allegria di un
raccolto, di un nuovo inizio, di vita ancora da vivere e definire. Ridà
identità ai ricordi sepolti nella nostra memoria, nella nostra tradizione
e nelle nostre origini. Da speranza di futuro in un paese che l’ha

persa, ma che qui anche per poco sembra rimaterializzarsi. La musica ondeggia fra ritmi caldi e suonate melanconiche, armeggiando a meraviglia con i toni della giornata. Il suono corre intorno e abbraccia bambini che giocano o ascoltano, genitori e anziani che seduti sui muretti a secco seguono i ritmi latini, persone che arrivano e altre che partono. Vedo sorrisi, interesse, voglia di vivere il parco, la Domus che oggi sembra indossare un abito calzante alla sua collocazione. E’ luogo che torna a vivere, si riprende la sua anima e la fa vibrare, allietando i presenti. A seguire la degustazione condita con abbondante vino, formaggio, pane con l’olio che copre generosamente la superficie lievitata e riscuote approvazione per abbondanza. Ci saranno un duecento persone adesso, fra sorrisi e curiosità, un bel pomeriggio si chiude e si colora di autunno, di buon inizio e di tanti stimoli da raccogliere e riseminare. Grazie a coloro che vi hanno partecipato e a coloro che hanno collaborato alla sua realizzazione.

E’ stato un piacere!

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